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    LUCA STRAMBI, psicologo psicoterapeuta, docente Scuola di Formazione SIG, formatore SeFaP

    VERONICA PROVOLENTI, attrice, regista, formatrice teatrale SeFaP

    GIUSEPPE LATERZA, naturopata, gestalt counsellor, vicepresidente Accademia Gestalt

    La scelta del tema si inserisce all’interno del Convegno principalmente per due aspetti. Innanzitutto, la parola “Benessere” vuole sottolineare l’approccio di cura preventiva, di attenzione alla qualità della vita. L’altro focus l’abbiamo posto sulle due dimensioni “individuale e relazionale” proprio con l’obiettivo di ricercare modalità di integrazione fra le stesse. L’idea era di vedere come i partecipanti avrebbero scelto di declinare questo tema dopo gli spunti e le suggestioni fornite dagli interventi dei relatori, alcuni molto coinvolgenti sia in termini di contenuti specifici che per le evocazioni emotive.

    Il gruppo era costituito da circa una trentina di persone. Ci siamo chiesti subito di osservare il clima dopo l’intensa mattinata, così, gestalticamente, noi conduttori ci siamo confrontati sul nostro vissuto, all’interno di quel vasto cerchio di persone in attesa del prosieguo della giornata.

    Sovente, è proprio al momento del “fare”, nell’operare concretamente, che ci si rende conto dello “stato dell’arte” di un gruppo e noi ci siamo sentiti attivati e responsabilizzati, con l’obiettivo di accompagnare il gruppo nella definizione e costruzione di un progetto che declinasse concretamente alcuni aspetti del “Benessere individuale e relazionale”.

    Inizialmente, ci siamo proposti di creare una sorta di pre contatto, un riscaldamento per i partecipanti, ricorrendo a un brainstorming sul titolo del tema. Limitandoci a brevi interazioni, abbiamo riscontrato una partecipazione via via crescente da parte di quasi tutti i presenti, che hanno portato un proprio contributo. Il valore dell’attivazione dei partecipanti è reso secondo noi ancora più interessante dal fatto che molti di loro si sono conosciuti in questa occasione. Anche questo aspetto ci ha confortato nell’introdurre la fase successiva.

    Dopo averli suddivisi in tre sottogruppi, abbiamo presentato alcune parole chiave inerenti al tema, con la consegna per ogni sottogruppo di costruire un acronimo con una con una di queste.

    Osservando l’andamento durante l’esecuzione di questo compito, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal clima che ci è parso sostanzialmente collaborativo. L’elemento “gioco” è stato colto e, pur con la maggiore partecipazione da parte di alcuni, ci è parso che quasi tutti i componenti abbiano fornito un apporto, anche semplicemente manifestando consenso rispetto a quanto il gruppo stava creando.

    I risultati sono stati interessanti e divertenti.

    A questo punto, la fase secondo noi più importante: un passaggio intermedio di attivazione verso la costruzione di un progetto, un progetto ancora in gestazione, ancora lontano dall’assumere una forma definita.

    Abbiamo chiesto di poggiare sul pavimento in tre zone della sala distanti fra loro, i cartelloni con l’acronimo sviluppato; poi, li abbiamo invitati a passeggiare per la sala in silenzio, prendendosi un po’ di tempo per “ascoltarsi” e decidere verso quale cartellone si sentissero in qualche modo più a proprio agio, quale “riconoscessero” maggiormente. La consegna del silenzio era tesa a che le persone avvertissero meno distrazioni nello scegliere. Interessante aspetto sta nel fatto che molti partecipanti si sono poi di fatto posti in acronimi differenti da quello definito nel proprio sottogruppo. Tale aspetto ci lascia ipotizzare un clima “costruttivo”, in cui le persone si sono mosse abbastanza liberamente.

    Il nostro intento era di orientare il gruppo verso la scelta di un solo cartellone, ma così non è stato. In sostanza, due sono stati i cartelloni prescelti e due sono diventati i gruppi di lavoro e, di conseguenza, i progetti.

    Ecco una breve descrizione dei due progetti.

    IN TUTTI I SENSI

    OBIETTIVI: sperimentare i sensi per contattare le emozioni partendo dal “non detto”

    MODALITA’: 6 INCONTRI

    1. VISTA
    2. UDITO
    3. TATTO (attività da strutturare inerenti al “senso trattato”)
    4. GUSTO
    5. OLFATTO
    6. CONCLUSIONI

    Alla fine di ogni sessione/incontro verranno analizzate e trattate le emozioni percepite ed emerse avvalendoci dell’uso di tutor

    Durante la presentazione, i rappresentanti del gruppo hanno sottolineato come il tema fosse emerso abbastanza agevolmente all’interno del gruppo. L’obiettivo consiste nel porre i sensi al centro come veicolo di contatto e di espressione della componente emotiva. Il gruppo ha ipotizzato la costruzione di un percorso di sei incontri, ognuno focalizzato su un senso in particolare e un incontro per le conclusioni. Interessante ci è parsa la parte conclusiva di ciascun incontro, dedicata all’analisi delle emozioni “percepite ed emerse nel corso dell’incontro stesso. Tale parte si è proposto di condurla avvalendosi di tutor. Anche in questo, ci sembra come il gruppo abbia ben recepito l’impostazione del convegno, teso al la diffusione di cultura e pratica del benessere.

    DIS COVER

    TEMA: BULLISMO

    AMBITO: SCUOLA

    INTERVENTO: FORMATIVO – CULTURALE (E TERRITORIALE)

    TARGET: INSEGNANTI – ALUNNI SCUOLA MEDIA

    AZIONI: INSEGNANTI: LEADERSHIP – EMPOWERMENT – ENGADGEMENT – ALLIEVI: SCAMBIO DI RUOLI – AZIONE COMUNE: “CONVERSATOIO”

    SCOPO: RISPETTO DELL’IDENTITA’ ALTRUI E APPROFONDIMENTO DELLA PROPRIA

    Questo sottogruppo ci è parso estremamente “vivace” durante la costruzione del progetto, dando vita, fra alcuni componenti, a dinamiche che si sono poi rivelate fertili. Si sono ben centrati sui destinatari e sull’obiettivo. L’ambito è quello scolastico, precisamente della scuola media e il progetto mira a raggiungere alcuni dei componenti: insegnanti e alunni. Il tema è quanto mai attuale e purtroppo sotto i riflettori della cronaca (non solo scolastica…): il bullismo. Interessante appare la definizione dello scopo del progetto, centrata sul raggiungimento di una maggiore consapevolezza della propria identità da integrare con un maggior rispetto dell’identità altrui.

    Elemento su cui ci preme tornare è proprio il tempo. I due sottogruppi hanno accelerato

    CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

    I due progetti rispecchiano l’andamento relazionale/comunicativo dei sottogruppi. Abbiamo trovato assai interessante che abbiano definito un obiettivo e costruito alcune possibilità di realizzazione dello stesso in un tempo in qualche modo ristretto. Proprio la variabile tempo è elemento che in gruppo può comportare differenti evoluzioni che possono allontanare dalla costruzione di un progetto, disperdendo le risorse del gruppo stesso.

    Questo ci conforta e ci rinforza circa la bontà dell’iniziativa “STAR BENE INSIEME”, cui ci apprestiamo a dare seguito.

    Anche la partecipazione silenziosa di alcuni componenti ci è apparsa necessaria e utile nella definizione dei due progetti.

    Il muoversi in silenzio, prendendosi il tempo per scegliere il progetto in cui più si riconoscevano ha favorito, secondo noi, una maggiore coesione al momento della stesura del progetto.

    Osserviamo, inoltre, l’attenzione focalizzata su obiettivi e modalità, su “chi fa che cosa”. Ciò ci fa ipotizzare una abitudine nel pianificare e produrre azioni concrete, congrue con l’obiettivo prefissato.

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